ASSOCIAZIONE CULTURALE GIOVAN PIETRO VANNI  
Fraz. BORDO - 28841 VIGANELLA
 
   
 

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VIGANELLA
storia, cultura, tradizioni

     Quando, giovane sindaco, convinsi il professor Tullio Bertamini a raccontare la storia di Viganella, non pensavo di narrarne il prosieguo.
     La curiosità, la passione e l’interesse per le vicende della Comunità che ho imparato ad amare, mi hanno spinto a completare l’indagine storica intrapresa dall’illustre Rosminiano, arricchendola con le parti da Lui tralasciate.
Caratteristiche non secondarie del paesino di Mezza Valle Antrona, anzi interessantissime per comprendere la cultura, le tradizioni e le vicende storiche dei suoi abitanti.  
     Due gli interrogativi intimamente collegati a cui ho cercato di dare risposta: che cosa la generazione di oggi debba trasmettere per ricordare gli aspetti più interessanti della storia di una Comunità e come debba farlo.
     A guidarmi, la convinzione che trasmettere implichi possesso: una realtà fisica devi possederla per consegnarla, una notizia conoscerla per comunicarla, un’esperienza viverla per testimoniarla e una fede esercitarla per indurla.
     Alla luce di tutto ciò ho cercato di delineare i risultati ottenuti dalla Comunità di Viganella sia in campo civile che religioso, collegando la storia passata con le tradizioni più belle. Analisi, mi auguro, meritevole di essere consegnata ai posteri.
     L’apertura è dedicata all’illustre concittadino Giovan Pietro Vanni, intagliatore e scultore d’immagini sacre, colui che grazie all’apprezzabile vena artistica meglio d’ogni altro ha saputo conferire notorietà e gloria a Viganella.
     Ho raccontato la vita e le opere dell’artista, evidenziato il pregevole ripristino dell’elegante abitazione paterna nota come “Casa Vanni” e il restauro del pregevolissimo Crocifisso ligneo scolpito nel 1797 e conservato nella chiesa di S. Giovanni Battista a Ceppomorelli.
     Non ho potuto esimermi di narrare le origini e la storia dei “Cantori di Viganella”, il Gruppo canoro cui va riconosciuto il merito d’aver saputo riprendere e tramandare l’antica tradizione dei canti liturgici modulati in lingua latina, che rischiavano di essere irrimediabilmente perduti.
     Raccogliere e trasmettere questo rarissimo patrimonio culturale, testimonianza della storia musicale della civiltà montanara è motivo di grande soddisfazione ma soprattutto ravviva in me il ricordo dello scomparso organista del gruppo, Armando Miazza, l’uomo che meglio d’ogni altro seppe farmi apprezzare le tradizioni cristiane della Comunità di Viganella...

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